Gubbio, l’Umbria e San Francesco d’Assisi 2

Feb16

San Francesco d’Assisi

San Francesco d’Assisi (Assisi, 1181/2 – 3 ottobre 1226), fondatore dell’Ordine mendicante che da lui poi prese il nome, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica (festa in Italia; solennità per la Famiglia francescana). È stato proclamato patrono d’Italia da papa Pio XII nel 1939.

Conosciuto anche come “il poverello d’Assisi”, la sua tomba è meta di pellegrinaggio per decine di migliaia di devoti ogni anno.

La città di Assisi, a motivo del suo illustre cittadino, è stata assunta a simbolo di pace, soprattutto dopo aver ospitato i due grandi incontri tra gli esponenti delle maggiori religioni del mondo, promossi da Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002.

Durante l’omelia tenuta in occasione della sua visita ad Assisi Benedetto XVI ha affermato “È questa sua conversione a Cristo, fino al desiderio di “trasformarsi” in Lui, diventandone un’immagine compiuta, che spiega quel suo tipico vissuto, in virtù del quale egli ci appare così attuale anche rispetto a grandi temi del nostro tempo, quali la ricerca della pace, la salvaguardia della natura, la promozione del dialogo tra tutti gli uomini. Francesco è un vero maestro in queste cose. Ma lo è a partire da Cristo. È Cristo, infatti, “la nostra pace” (cfr Ef 2,14). È Cristo il principio stesso del cosmo, giacché in lui tutto è stato fatto (cfr Gv 1,3). È Cristo la verità divina, l’eterno “Logos”, in cui ogni “dia-logos” nel tempo trova il suo ultimo fondamento. Francesco incarna profondamente questa verità “cristologica” che è alle radici dell’esistenza umana, del cosmo, della storia.

Oltre all’opera spirituale, Francesco, grazie al Cantico delle Creature, è riconosciuto come l’iniziatore della tradizione letteraria italiana

Da uomo nuovo Francesco cominciò il suo viaggio: nell’inverno 1206 partì per Gubbio, dove il giovane aveva da sempre diversi amici, tra cui Federico Spadalonga, che lo accolse benevolmente. Qui egli, «amante di ogni forma di umiltà, si trasferì presso i lebbrosi restando con loro e servendo a loro tutti con somma cura.» Si trattava del lebbrosario intitolato a san Lazzaro di Betania, e nel suo Testamento dirà chiaramente che la vera svolta verso la piena conversione ebbe inizio per lui quando si era accostato a queste persone. Francesco non vi ebbe mai una fissa dimora: solamente diversi anni più tardi (nel 1213) il beato Villano, vescovo di Gubbio e benedettino dell’abbazia di San Pietro, concesse ai frati di stabilire una loro sede nell’antica Santa Maria della Vittoria, che la tradizione indica come il luogo in cui Francesco ammansì il lupo.

L’ammansimento del feroce lupo che terrorizzava la città di Gubbio, episodio che si conclude con un vero e proprio patto di pace fra il lupo e la città (il lupo depone la sua ferocia, e i cittadini si impegnano a nutrirlo ogni giorno).

Non dimentichiamo che all’epoca i lupi erano un problema all’ordine del giorno, quindi tutta la questione è ancora da chiarire. Quale lupo poteva essere tanto feroce da richiedere un intervento della Fede?

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Ci sono 2 commenti per questa pagina

  1. tool says:

    imparato molto

  2. admin says:

    grazie mille!

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